L’adolescenza della politica

Ti ho visto arrivare trafelata, gli occhi supplichevoli già da lontano. Che tristezza, vederti umiliata davanti a me! Non sapevi proprio dove andare a sbattere la testa, questa volta. Non fra i tuoi amici, con i quali competi in egoismo ma verso cui eccelli in egocentrismo; non tra i tuoi spasimanti, che ti venerano e ti seguono come un gregge, ma che non ti amano profondamente come un marito e non ti seguiranno ad ogni cambio di vento; e nemmeno tra i tuoi nemici, con i quali ti sei misurata solo a parole, senza mai metterti realmente in discussione. Hai sperperato tutte le risorse che avevi a disposizione, il tuo intelletto, la tua credibilità, hai preferito cercare la comodità rispetto al sacrificio. Eppure, i tuoi nonni sono cresciuti nella povertà, anzi, ne sono emersi con fronte sudata. Tu ti sei beata delle nuove tecnologie, idolatrando sguardi virtuali a scapito di quelli condivisi davanti a un bicchiere di vino. Adesso, vieni da me. E che cosa potevo fare? Immagina, dai! Che cosa, se non abbracciarti come il figliol prodigo. La differenza è che eri persa, ma ora sei messa peggio! Il mio destino è spianarti la strada, passarti il testimone, donarti un giorno la mia eredità. Ma se non sei capace di camminare sulle tue gambe, anche sbagliando, ma percorrendo la tua strada con convinzione e decisione, dovrò ancora sostenerti con la mia esperienza e impedire ancora una volta il tuo volo. Sei proprio alla frutta, figlia mia!

Alberi imbiancati

Alberi imbiancati. I candidati di questa campagna elettorale sono come una fila di alberi imbiancati. Rami secchi, coperti di bianco. La neve cade soffice, a fiocchi, e copre la realtà quotidiana, la trasforma in qualcosa di etereo, immacolato, ovattato. Eppure, sembra di essere a Capodanno. C’è la tensione dell’attesa, ci saranno i fuochi, si danno i numeri e si rinnovano le promesse. Eppure, questa politica smuove le folle nelle piazze, attira commenti su facebook. Eppure, le elezioni si abbinano alla passione e alle speranze, al confronto e alla incomunicabilità, ai luoghi comuni e allo slancio giovanile. E mentre la neve porta il silenzio, la sera al freddo, al caldo fioccano dibattiti che ci rimbecilliscono, e ci prendiamo sbornie di televisione e video. Eppure, questa politica, tiene vivi. Risveglia gli animi, che questa neve sembra rallentare. L’uomo è passione, idea, comunicazione. In questo inverno, sembra di essere a primavera.

EB