Le piazze e i monumenti di Livorno

Con occhi di turista visito la mia città. Ci sono nato, eppure la vedo per la prima volta. La percorro con gli occhi della mente, buttandomi nelle strade, nelle viuzze. Ritrovo quel muro screpolato di quando andavo a scuola e alzavo lo sguardo verso il portone di un mio amico. Rivedo quello squarcio di mare mentre andavo in bicicletta, verso il porto. Calpesto percorsi noti, ora diventati brevi. Mi immergo nel vociare delle persone, nelle piazze gremite di gente che vuole vivere parlando insieme, e ridendo (sì, perché vivere trovando il modo di sorridere di tutto e tutti è proprio un’impronta genetica). Cerco nelle facce delle persone volti conosciuti, cresciuti, invecchiati. Cerco la vita che è andata avanti. E nelle piazze mi guardo intorno, e scorgo monumenti storici. Prima non ci facevo caso. A volte ci passavo sotto, e li guardavo. Cavour, Garibaldi, Leopoldo II, Guerrazzi, Luigi Orlando, Fattori, Modigliani. E poi il simbolo cittadino dei Quattro Mori sotto Ferdinando I, e il Pescatore, che pensa scrutando il mare, ma a me piace immaginare che trattenga una risata. E ce ne sarebbero ancora, di monumenti e busti. Adesso li vedo, e in qualche modo mi parlano in modo segreto e silenzioso. Alcuni dicono che a Livorno non c’è niente, a parte il mare. A parte, dico io, che il mare è tutto! Ma a me sembra che la bellezza di una città vada cercata nella gente, nelle piazze, negli sguardi e negli angoli nascosti. E a volte in una statua con un piccione sopra.

EB