L’epica fantasy di Robert Jordan

Migliaia di pagine. Un’unica, epica storia. Mi ha rinfrescato sui treni d’estate, e scaldato nelle sere d’inverno. Ha riempito i miei tiepidi risvegli primaverili, e alleggerito notti insonni con biberon in mano. Come una compagna di giochi, è cresciuta con me e passeggiato con me. Al pari di un film, quando la commozione sale ai titoli di coda, sono arrivato alla fine della saga di Robert Jordan, accettando l’ultima pagina, allontanandola il più possibile e gustandola lettera per lettera. Sarà che il nome mi è caro per l’omonimia con il talento insuperabile del basket americano, ma non potevo non inseguire un altro talento e sprofondare con la mente e il corpo in un mondo che potrebbe stare a fianco dell’epica classica, solo con uno stile e un respiro diverso. La Routa del Tempo ha smesso di girare. Chi dice che leggere fantasy è staccarsi dalla realtà sbaglia…in parte. In questo testo c’è più realtà di un manuale di storia: c’è l’eroismo e il coraggio della saga omerica; l’onore e il sacrificio dei miti greci; il Bene e il Male assoluti delle religioni, e della nostra vita quotidiana. Cosa lascia dentro di te una saga simile? Lascia nomi, personaggi e storie che al pari di quelle che si raccontano attorno a un focolare, smuovono la fantasia e oggettivano la bellezza dell’essere umano. Grazie Robert.

EB