Livorno da lontano

Anno nuovo vita vecchia. Eh sì, perché gli amici non si cambiano, la famiglia d’origine pure. Libero dallo stress impiegatizio, la mente spazia e vola come brezza sul mare.

Penso ai miei simili, allontanatisi per mille motivi dalla propria città natale. Come sentono oggi la loro livornesità? Appassionati danteschi o struggenti foscoliani?

Il guardare con distacco gli eventi della tua terra porta a galla non solo la macro storia personale, ma soprattutto i piccoli momenti, che hanno plasmato la tua identità silenziosamente.

Un incontro casuale per le vie del centro a Natale.
Un “cinque e cinque” il sabato sera.
Una chiacchierata lungo la scacchiera.
Prendere il sole come una lucertola, a luglio su uno scoglio…
Bagnarsi piedi innamorati d’inverno, su una passerella che s’immerge in mare.
Rincorrere granchi sugli scogli.

Da lontano si filtrano da soli, i veri amici, quelli che lasciano traccia e che ricrei in un secondo nella tua mente.
E assolutizzi i momenti che riesci a condividere con i genitori, i fratelli. E senti che sono parte di te, ovunque.
Provi a dare materialità fisica alle immagini digitali. Colmi le distanze con la voce e sguardi cristallizzati.

Ma i ricordi non possono saziare i desideri del cuore.
Avvertirai la tua sagoma mancante in una foto.
Un parquet rispolverato sarà privo della tua corsa.

Allora ti crei una nicchia mentale, dove cullarti ogni tanto. Poi ti volti, volgi lo sguardo alle nuove radici, e ti ci aggrappi con gioia. Pianti un albero, generi figli e scrivi e scrivi. La moglie al fianco. Certezza e serenità.

Sometimes, un frammento casuale ti rimanda là, e cerchi di esportare un lembo della tua terra.
Difficile rendere a chi non l’ha provato sulla propria pelle cosa significhi vivere a Livorno.
Orgoglioso quando un collega bergamasco avvezzo ormai al dé, apostrofato da uno sconosciuto toscano “Ma te ‘un sarai mi’a livornese?”, risponde con pronta sagacia: “E te ‘un sarai mi’a pisano”?!

P.S. Un buon 2015 a tutti, anche ai miei amici pisani 😉

EB