Il mare d’inverno

Punge come un ago e sferza la mia pelle secca. Non è come d’agosto, col libeccio che sputa sale sui tuoi occhiali da sole e li imbianca. E’ un animale solitario, che sonnecchia e ogni tanto alza la testa. Ma più lo guardi e più t’incanti. E ritrovi i luccichii e le scaglie lontane montaliane. E ti annienti, di fronte alla sua vita fredda. D’estate ti invita a immergerti e a fonderti con lui. D’inverno ti sciacqua l’anima e mette in ordine i tuoi pensieri. Se stai lì, di fronte al mare, di giorno puoi veder scorrere chiaramente la tua vita, illuminata dai riflessi lontani. Se stai lì, su una panchina a sole tramontato, vedi bagliori di fari, barche in attesa ciondolanti, la luna un po’ nascosta, e qualche fata. Pare morto, d’inverno, e abbandonato da chiasso e vocio e giochi d’acqua. Ma se passeggi sulla battigia e lasci che il tuo piede riconosca l’amico freddo, piano piano le orecchie si sturano, e la sua voce rimbomba.

EB

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